Convivere con l’ansia significa, per me, avere una mente che spesso corre troppo in avanti.
Penso continuamente a quello che potrebbe succedere, immagino scenari negativi, ho paure e pensieri intrusivi che a volte diventano difficili da fermare. Anche una sensazione fisica può trasformarsi in una preoccupazione e portarmi a pensare subito al peggio.
Ma l’ansia non riguarda soltanto le paure.
A volte mi accorgo che faccio fatica anche a concentrarmi sia nella vita privata che sul lavoro. Inizio qualcosa, poi la mente si sposta altrove. Penso a quello che devo fare, rimando, mi dico che lo farò dopo e finisco per procrastinare, anche quando so perfettamente che dovrei iniziare.
È una sensazione strana: vorrei fare, ma faccio fatica a partire.
E la cosa più difficile è che, da fuori, tutto questo non si vede. Posso sembrare tranquillo e continuare normalmente la mia giornata, mentre dentro ho una mente che non smette di pensare.
Sto imparando a riconoscere questi meccanismi e a non giudicarmi per questo.
Perché l’ansia può essere invisibile, ma il suo peso è reale.
Riflessione personale
Non ho ancora imparato a gestire la mia ansia. Ci sono momenti in cui i pensieri e le paure prendono ancora il sopravvento e faccio fatica a fermarli. Sto però cercando di capire meglio quello che mi succede e di imparare, poco alla volta, a convivere con questa parte di me.


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